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Previdenza e assistenza11 minuti di lettura

Assegno di Inclusione (ADI): guida pratica

Cos'è l'Assegno di Inclusione (ADI), chi può richiederlo, come fare domanda, obblighi, sospensione del beneficio e incentivi per i datori di lavoro.

di Avv. Antonella Spicciariello

1. Cos’è

L’Assegno di Inclusione (ADI) è un aiuto economico pensato per sostenere le famiglie che vivono situazioni di disagio economico e sociale.

Operativo dal 1° gennaio 2024, fornisce un contributo mensile accreditato su una Carta ADI dedicata.

Il beneficio può essere ricevuto per un periodo massimo di 18 mesi consecutivi; successivamente, è possibile richiedere il rinnovo per altri periodi di 12 mesi ciascuno, prevedendo però una sospensione obbligatoria di un mese tra un rinnovo e l’altro.

Oltre al contributo economico, l’ADI richiede la partecipazione a percorsi di inclusione sociale e lavorativa personalizzati, con lo scopo di promuovere l’autonomia delle famiglie beneficiarie e il loro inserimento nella società e nel mondo del lavoro.

2. Requisiti

A. Requisiti Soggettivi

Per poter richiedere l’ADI, all’interno della famiglia deve esserci almeno una delle seguenti figure:

  • una persona con disabilità;
  • un minorenne;
  • una persona di almeno 60 anni di età;
  • oppure un componente che si trova in una condizione di particolare svantaggio, riconosciuta e certificata dai servizi sociali.

B. Requisiti di Cittadinanza e Residenza

Per poter accedere all’Assegno di Inclusione, il richiedente deve essere in una delle seguenti condizioni:

  • cittadino italiano;
  • cittadino di uno Stato membro dell’Unione Europea;
  • familiare di cittadino UE;
  • cittadino di un Paese extra-UE in possesso di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • titolare di protezione internazionale (es. rifugiato) o apolide.

Inoltre, è necessario aver risieduto in Italia per almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in maniera continuativa. La permanenza in Italia si considera interrotta se si soggiorna all’estero per più di due mesi consecutivi, oppure per più di quattro mesi complessivi (anche non consecutivi) nell’arco di 18 mesi.

C. Requisiti Economici

L’ISEE del nucleo familiare deve essere pari o inferiore a 10.140 euro.

Il reddito annuo della famiglia deve essere inferiore a 6.500 euro, moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza ADI. In caso tutti i componenti abbiano almeno 67 anni o siano disabili, il limite è innalzato a 8.190 euro.

Per le famiglie che vivono in affitto, il reddito familiare non deve superare i 10.140 euro.

Il patrimonio immobiliare posseduto (esclusa la casa di abitazione) non deve oltrepassare i 30.000 euro, mentre il valore IMU della casa in cui si vive deve essere al massimo di 150.000 euro.

Il patrimonio mobiliare – ovvero somme depositate su conti correnti, depositi, titoli e simili – deve risultare non superiore a:

  • 6.000 euro per i nuclei composti da una sola persona,
  • 8.000 euro per nuclei di due persone,
  • 10.000 euro per nuclei composti da tre o più persone.

Questi importi possono essere aumentati se nel nucleo sono presenti figli dal terzo in poi o persone con disabilità.

D. Altri Requisiti

  • Nessun componente della famiglia deve possedere o avere la disponibilità di veicoli di grossa cilindrata di recente immatricolazione, navi o aeromobili.
  • Il richiedente non deve essere sottoposto a misure cautelari o di prevenzione, né aver riportato condanne penali definitive negli ultimi dieci anni.
  • Non è possibile accedere all’Assegno di Inclusione se si è rassegnate dimissioni volontarie senza giusta causa nei dodici mesi precedenti la domanda.
  • L’ADI non può essere riconosciuto a chi risiede in una struttura pubblica a totale carico dello Stato.
  • Per i giovani tra i 18 e i 29 anni è necessario aver assolto all’obbligo scolastico.

3. Come fare domanda

Dove presentare la domanda

  • Online: accedendo al sito dell’INPS con le proprie credenziali digitali (SPID, CIE o CNS), a partire dal 18 dicembre 2023.
  • Di persona: rivolgendosi a un Patronato o a un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) dal 1° gennaio 2024, dove gli operatori offriranno assistenza nella compilazione e nell’invio della domanda.

Cosa occorre preparare

  • Credenziali SPID, CIE o CNS per l’accesso ai servizi online.
  • Attestazione ISEE aggiornata e valida, che certifichi la situazione economica del nucleo familiare.
  • Documentazione aggiuntiva a supporto della domanda (ad esempio: certificati di disabilità, permesso di soggiorno, eventuali documenti che attestano situazioni particolari del nucleo).

Passaggi da seguire (Iter operativo)

  • Compila e presenta la domanda tramite il canale scelto (online o presso Patronato/CAF).
  • Registrati sulla piattaforma SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa): dopo aver inoltrato la domanda, è necessario registrarsi su questa piattaforma, che gestisce i percorsi di inclusione.
  • Sottoscrivi il Patto di Attivazione Digitale (PAD): si tratta di un accordo digitale con cui il nucleo familiare si impegna a partecipare ai percorsi di inclusione sociale e lavorativa.
  • Trasmissione dei dati ai servizi sociali: una volta sottoscritto il PAD, i dati del nucleo vengono inviati automaticamente ai servizi sociali del Comune di residenza, che avvieranno la presa in carico e l’analisi dei bisogni.
  • Primo appuntamento con i servizi sociali: è fondamentale presentarsi al primo incontro entro 120 giorni dalla sottoscrizione del PAD. Se non si riceve convocazione nei termini, è comunque necessario contattare i servizi sociali, altrimenti l’erogazione del beneficio viene sospesa.
  • Analisi e presa in carico: durante il colloquio, i servizi sociali valuteranno la situazione del nucleo e definiranno i percorsi personalizzati di attivazione sociale e/o lavorativa.

Suggerimenti utili

  • Assicurati di avere un ISEE recente e corretto per evitare rallentamenti.
  • Conserva sempre copia della domanda presentata e delle ricevute.
  • Tieni monitorata la piattaforma SIISL e la tua area personale INPS per eventuali comunicazioni o richieste di integrazione documentale.
  • Se hai dubbi, rivolgiti a un Patronato o CAF per ricevere assistenza gratuita nella compilazione.

4. Obblighi e controlli

Obblighi di partecipazione attiva

  • Chi riceve l’ADI deve partecipare obbligatoriamente alle attività indicate nel percorso di inclusione sociale e lavorativa predisposto dai servizi sociali e/o dai Centri per l’Impiego.
  • Sono previste alcune eccezioni: sono esonerati dagli obblighi di attivazione lavorativa specifici soggetti come anziani (over 60), persone con disabilità, chi ha carichi di cura particolarmente gravosi e le vittime di violenza di genere. Anche per questi soggetti, però, resta la possibilità di aderire volontariamente a percorsi di inserimento sociale o lavorativo.

Obbligo di aggiornamento e comunicazione

  • È necessario aggiornare tempestivamente l’ISEE ogni volta che cambiano le condizioni economiche o la composizione del nucleo familiare (ad esempio, in caso di nascita, decesso, separazione, ecc.).
  • Ogni variazione rilevante del nucleo (come variazione della residenza, ingresso o uscita di un componente) va comunicata entro un mese, altrimenti si rischia la sospensione o la decadenza dal beneficio.

Comunicazione delle attività lavorative

  • Chi inizia una nuova attività di lavoro (dipendente, autonomo o d’impresa) durante la fruizione dell’ADI deve informare immediatamente l’INPS, utilizzando il modello ADI-Com (ridotto o esteso, a seconda del caso).
  • Anche i rapporti di lavoro già in essere, ma non rilevati dall’ISEE, devono essere comunicati all’INPS al momento della domanda.

Limiti sul reddito da lavoro

  • Se, durante il periodo di fruizione dell’ADI, il nucleo familiare percepisce redditi da lavoro superiori a 3.000 euro lordi annui complessivi, l’importo del beneficio può essere ridotto oppure sospeso.
  • Il reddito deve essere comunicato in modo presunto entro 30 giorni dall’avvio dell’attività. In caso di mancata comunicazione, il pagamento dell’ADI viene sospeso e, se la situazione non viene regolarizzata entro tre mesi, si perde definitivamente il diritto al beneficio.

Attenzione alle verifiche

  • L’INPS effettua controlli periodici e incrociati sulle dichiarazioni fornite, sulla regolarità dell’ISEE e sui dati comunicati.
  • In caso di omissioni, difformità o informazioni non corrette, il beneficiario può essere chiamato a giustificare la situazione o a integrare la documentazione, pena la sospensione o la revoca dell’ADI.

Consiglio pratico:

Per evitare interruzioni o problemi con il beneficio, rispetta sempre le scadenze e assicurati di comunicare ogni variazione che può influire sul diritto o sull’importo dell’ADI. Se hai dubbi, rivolgiti subito a un Patronato, CAF o ai servizi sociali del tuo Comune.

5. Perdita o sospensione del beneficio

Quando può essere sospeso o perso l’Assegno di Inclusione (ADI)

  • Mancata partecipazione ai percorsi di inclusione:

Se il beneficiario o altri membri del nucleo familiare non prendono parte, senza un valido motivo, alle attività e ai percorsi di inclusione sociale o lavorativa previsti dal progetto personalizzato, il beneficio può essere sospeso temporaneamente o revocato in modo definitivo. La decadenza si applica anche in caso di assenza agli appuntamenti fissati con i servizi sociali o i centri per l’impiego.

  • Mancata comunicazione di nuove attività lavorative:

Nel caso in cui non venga comunicato tempestivamente all’INPS l’avvio di un’attività lavorativa (sia come dipendente, autonomo o imprenditore), il pagamento dell’ADI viene sospeso. Se la comunicazione non avviene entro tre mesi dall’inizio dell’attività, si perde definitivamente il diritto al beneficio.

  • ISEE non aggiornato o con irregolarità:

Se l’ISEE presenta errori, omissioni o non è aggiornato rispetto alla reale situazione economica e patrimoniale, l’INPS può richiedere chiarimenti o una nuova DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica). Se il beneficiario non regolarizza la situazione entro i tempi fissati, l’ADI sarà sospeso e potrà essere revocato.

  • Assenza prolungata dall’Italia:

Il diritto all’ADI si perde se il beneficiario o un membro del nucleo familiare rimane all’estero per più di due mesi consecutivi, oppure per oltre quattro mesi complessivi (anche non consecutivi) nell’arco di diciotto mesi, salvo casi di gravi e documentati motivi di salute.

Nota pratica:

Per evitare la sospensione o la perdita dell’ADI, rispetta sempre gli obblighi previsti: partecipa alle attività, comunica tempestivamente ogni cambiamento lavorativo o familiare, aggiorna l’ISEE e assicurati di non superare i limiti di permanenza all’estero.
In caso di dubbi o difficoltà, rivolgiti tempestivamente a un Patronato, CAF o ai servizi sociali del tuo Comune per ricevere supporto e non rischiare di perdere il beneficio.

6. Incentivi per le assunzioni (per datori di lavoro)

  • Esonero contributivo:

I datori di lavoro che assumono persone beneficiarie dell’ADI (o del Supporto per la Formazione e il Lavoro – SFL) possono ottenere una riduzione totale o parziale dei contributi previdenziali dovuti, secondo le regole previste. L’assunzione deve avvenire tramite il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL) e nel rispetto sia delle regole sul regime “de minimis” (limite massimo degli aiuti pubblici ricevibili) sia delle normative sul collocamento obbligatorio delle categorie protette.

  • Come presentare la domanda:

La richiesta di esonero contributivo si inoltra esclusivamente online sul Portale delle Agevolazioni INPS, utilizzando il modulo specifico denominato “Esonero SFL-ADI”. L’INPS verifica i requisiti, la disponibilità dei fondi e comunica al datore di lavoro l’importo autorizzato dell’agevolazione.

  • Non cumulabilità con altri incentivi:

L’esonero contributivo previsto per l’assunzione di beneficiari ADI/SFL non può essere sommato ad altri incentivi per lo stesso lavoratore, a meno che non sia espressamente consentito dalla normativa (sono previste alcune eccezioni specifiche).

  • Fine delle agevolazioni per il Reddito di cittadinanza:

    Dal 2024, gli incentivi contributivi collegati al Reddito di cittadinanza non sono più attivi. Da questa data, le agevolazioni sono riservate esclusivamente alle assunzioni di beneficiari di ADI/SFL.

Suggerimento per i datori di lavoro:

Per accedere all’esonero è fondamentale inserire correttamente l’offerta di lavoro sul portale SIISL, verificare il rispetto dei limiti “de minimis” e del collocamento obbligatorio, e presentare tempestivamente l’istanza sulla piattaforma INPS. In caso di dubbi o per verificare la cumulabilità con altri incentivi, si consiglia di consultare un consulente del lavoro o il proprio ufficio paghe.

7. Fac-simile di comunicazione INPS (nuovo lavoro durante ADI)

Oggetto: Comunicazione di avvio attività lavorativa – Assegno di Inclusione (ADI)

Destinatario:
INPS – Sede territoriale competente rispetto alla propria residenza
(opzionalmente: all’attenzione dell’Ufficio Prestazioni a Sostegno del Reddito)
oppure tramite i canali previsti sul sito INPS o tramite Patronato/CAF.

Testo:
Il/La sottoscritto/a [Nome e Cognome], nato/a a [luogo di nascita] il [data di nascita], codice fiscale [codice fiscale], beneficiario/a dell’Assegno di Inclusione (ADI) per il nucleo familiare identificato con protocollo domanda [numero domanda/protocollo],

COMUNICA

ai sensi della normativa vigente, di aver avviato a decorrere dal [data di inizio attività] un rapporto di lavoro [specificare: dipendente/autonomo/d’impresa].
Il reddito presunto derivante da tale attività per l’anno corrente ammonta a euro [importo stimato].
Si allegano i documenti richiesti a supporto della presente comunicazione (ad esempio: contratto di lavoro, dichiarazione del datore di lavoro, altra documentazione utile).

Consapevole delle responsabilità e degli obblighi previsti dalla normativa sull’Assegno di Inclusione, resto a disposizione per eventuali richieste di chiarimento o integrazione.

Distinti saluti,

[Firma]
[Recapito telefonico e/o e-mail]

Come inoltrare la comunicazione:

  • Online:

Accedendo al sito INPS con le proprie credenziali (SPID/CIE/CNS) e utilizzando la sezione dedicata all’ADI per la trasmissione del modello ADI-Com ridotto/esteso, secondo il tipo di attività lavorativa avviata.

  • Tramite Patronato o CAF:

Recandosi presso un Patronato o Centro di Assistenza Fiscale che provvederà gratuitamente all’invio telematico della comunicazione per tuo conto.

  • PEC (Posta Elettronica Certificata):

Inoltrando la comunicazione tramite la propria PEC personale all’indirizzo PEC della sede INPS competente per territorio (reperibile sul sito INPS). In questo caso, allega anche copia del documento d’identità.

  • Sportello fisico INPS:

Consegnando la comunicazione direttamente presso la sede territoriale INPS, preferibilmente prendendo appuntamento.

Suggerimenti pratici:

  • Conserva sempre copia della comunicazione e della ricevuta di invio (telematica, e-mail o cartacea).
  • Utilizza sempre i modelli ufficiali (ADI-Com) disponibili sul sito INPS per evitare errori o ritardi.
  • In caso di dubbi sulla corretta compilazione o modalità di invio, rivolgiti a un Patronato o consulta il sito INPS nelle sezioni dedicate all’Assegno di Inclusione.

Se desideri consulenza in materia assistenziale e previdenziale, contattaci: saremo lieti di ascoltarti e accompagnarti con professionalità e attenzione.

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